Dry-Art Record 2016 

Artwork di Fabio Gamberini / calligrafie di Barbara Calzolari / foto di Francesco Martines


TRACKLISTING

  1. Amo le novità
  2. Tutto uguale
  3. Perla nera
  4. La polvere
  5. La scatola e l'inganno
  6. Ciclo di lavaggio
  7. La guerra dei fiori rossi
  8. I colori dell'autunno
  9. Mi sto preparando
  10. Sogni neri

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"Ciclo di lavaggio" è il terzo lavoro discografico di Massimiliano Martines, autore che, dopo aver attraversato importanti esperienze nell’ambito del teatro e della poesia, ha scelto la musica come linguaggio in grado di sintetizzare al meglio queste esperienze e affinare il discorso espressivo.  Viene rinsaldato il rapporto con il produttore artistico Vince Pastano (chitarrista di Vasco Rossi e Luca Carboni), coadiuvato da Antonello D'Urso (attualmente in tour con Battiato e Alice) e Max Messina, fondatori della Liquido Records.

Dieci le tracce che compongono il nuovo album, che si contraddistingue per suoni concentrici e ipnotici,  al limite tra cantautorato e post-rock, con testi altamente evocativi e in grado di esprimere ossessività introspettiva, solitudine e uno sguardo caustico sul presente. Tra i brani segnaliamo "La guerra dei fiori rossi", rilettura dell'omonimo film di Zhang Yuan (2006), che denuncia i metodi repressivi dell'educazione infantile in Cina, il testo si è arricchito delle suggestioni di Martines al ritorno da una visita ai campi di concentramento di Auschwitz e dello studio di Pastano su esperimenti inerenti l’utilizzo dell’Lsd, effettuati dalla  CIA nel 1951 sul villaggio francese di Pont-Sant-Esprit: il risultato è un brano polisemico, aperto a molte chiavi di lettura.

La struttura musicale dei brani si regge su un'ossatura essenziale, con chitarre elettriche e acustiche, basso e batteria. Suoni sospesi ed eterei, si alternano a ritmiche percussive ed energiche, con code distorsive ma misurate, al fine di non valicare il limite musicale con eccessi noise. Architetture galleggianti per le ballate e i brani più delicati e intimisti, lasciano il posto a strutture più solide e sincopate per quelli aggressivi e dinamici, pur conservando un umore di fondo e uno stile che si rifanno al post-punk, al gothic-rock e a sonorità fuzz. Ne viene fuori una linea originale fatta anche di spezzature ritmiche e sonore. Il tutto ritagliato sulle corde di Martines, artista definito da una corporeità energica e fortemente espressiva, e da una scrittura poetica mai astrusa, attenta alla contemporaneità.

La voce è modulata su una vasta gamma di coloriture e inflessioni, altalenando estremi come l'urlo e il falsetto.

"Ciclo di Lavaggio l’ho immediatamente e idealmente associato, per sonorità e complessità di scrittura, a quel filone musicale che ha in Giovanni Ferretti l’esponente più illustre, ma il parallelismo, per ovvie ragioni, si ferma qui. Sicuramente tra gli album più belli e più intensi che, ad oggi, il 2016 mi ha proposto. {recensione di Fortunato Mannino per SOund36 magazine}