> Giraldi editore - produzione dry_art

> in copertina "Temptation" (2004), pittura digitale di Mataro da Vergato


Anime infernali  è una raccolta di testi poetici,  molti dei quali sono dei veri e propri monologhi teatrali. E’ l’inferno della quotidianità il tema che li attraversa, un tran-tran fatto di frigo vuoti, tasse da pagare, treni persi e pensieri in corsa sulle tangenziali. “Quando ero bambino – scrive in una nota al libro Massimiliano Martines - pensavo che il Diavolo fosse qualcosa di molto distante dalla mia persona, era il Bene la cosa cui anelavo. Ma, al contempo, avevo una gran paura di Dio, questo onnipotente barbuto e pensieroso, ancor più di tutto temevo l’apparizione della Madonna o di Gesù Cristo: immaginavo che si sarebbero potuti materializzare nel buio della notte, ai piedi del mio letto e che non avrei potuto reggere tanta emozione. Col tempo ho scoperto di essere io un diavolo, un diavolaccio come ce ne sono tanti nel mondo e che il Male non è un termine della morale comune, ma una condizione dell’Anima molto, molto profonda”.

La presentazione di “Anime infernali” è a cura di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi. Massimiliano Martines ha infatti dedicato la silloge a Federico e a Carlo Giuliani, ragazzi accomunati da una fine tragica e poco chiara.


"Anime infernali.

ho sempre pensato che l'inferno fosse dove c'è la guerra, dove non c'è libertà, dove c'è dolore causato dagli uomini.

Sinceramente credevo che l'inferno passasse piuttosto lontano dalla vita semplice di questa città.

Poi il 25 settembre 2005 quattro divise hanno picchiato tanto da uccidere mio figlio, Federico.

Aveva 18 anni da due mesi, era un bambino. L'hanno massacrato in una stradina in mezzo alle case, nascosti fra le auto.

Dalle versioni ufficiali era Federico il diavolo: che faceva per strada alle 5 del mattino? era stato ad un centro sociale, ed aveva persino assunto qualcosa. Queste erano per loro ragioni sufficienti per picchiare a sangue chiunque.  Federico era un bravo ragazzo. E se anche non lo fosse stato? Quattro adulti armati e addestrati contro un ragazzo solo.

Se il diavolo è la giovinezza, l'idealismo, la fantasia, i dubbi, la tristezza e la gioia, la curiosità e il cuore pulito dei 18 anni allora Federico era un diavolo. Diavolo come chi si ribella ai soprusi e diavolo come chi vuole sopravvivere.

Diavolo come tutti i ragazzi e come chi continua a crescere. 

Ora Federico non è più qui. Ma qui è rimasto il male di chi l'ha ucciso. 

Qual è l'inferno?"


Dall'introduzione di Patrizia Moretti


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