> edizioni Pendragon, Bologna 2006 - produzione dry_art

> contributo della Provincia di Bologna


> nota di Roberto Roversi

> introduzione di Simona Lembi - Assessora alla Cultura della Provincia di Bologna


Sono ruvidi e spigolosi i versi di Massimiliano Martines, a volte ululati e ruggiti; versi abitati da “vecchie pantere, cavalli, topi, mucche”, dove è facile anche incontrare netturbini e casalinghe, supermercati, cornetti e cappuccini, bettole e scantinati. Una poesia che sgorga da una quotidianità le cui immagini ed espressioni vengono deflagrate, disgregate e ricreate, riportandoci una realtà viva e pulsante, nel continuo rifiuto del grigiore, della banalità dell’esistenza. 


"In questa nuova raccolta [...] c’è il soffio rabbrividente e anche stupefacente di una grande nevicata, che si accumula, che cade e cade (sono le parole sibilanti) accompagnata e direi anche un poco pungolata da un vento raggelato che non la distrae da alcun altro suono o rumore che non sia, insistente, quel frusciare misterioso e anche minaccioso che va a rinserrarsi come approdo conclusivo in ogni pagina. [...] questo della rivalsa contro le avidità del mondo, è il tema di fondo, se non sbaglio a leggere, con consenso, di questi testi; così, a conferma che la poesia, nel rude rovello della pratica, esercita una costante emozione, oppure, al contrario, una costante (magari anche solo pacifica) repulsione, essendo urlo di vittoria o alto grido di dubbio e spavento. Perché indica strade o fa smarrire nei boschi; non dà pace o addormenta. E proclama sempre, con coraggio, la sua intrepida necessità".


Dalla Nota di Roberto Roversi


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